ACC Meeting
American Heart Association
Associazione Silvia Procopio

Alta incidenza di endocardite infettiva negli adulti con difetto congenito del setto ventricolare


I difetti del setto ventricolare, se emodinamicamente importanti, vengono chiusi mentre le piccole derivazioni sono lasciate senza intervento.
La prognosi a lungo termine nei difetti del setto ventricolare congeniti è buona, ma i pazienti sono ancora a rischio di complicanze a lungo termine.
È stata chiarita l'incidenza di endocardite infettiva negli adulti con difetti del setto ventricolare.

Sono stati cercati nel registro svedese per le malattie cardiache congenite ( SWEDCON ) gli adulti con difetti del setto ventricolare; sono stati identificati 779 pazienti, 531 con piccoli shunt e 248 con difetti del setto ventricolare chiusi in precedenza.
Sono stati poi cercati nei registri nazionali i pazienti adulti ricoverati a causa di endocardite infettiva nel corso di un periodo di 10 anni.

Sono stati trattati per endocardite infettiva 16 pazienti ( 2% ), 6 uomini e 10 donne, con un'età media di 46.3 anni.

L'incidenza di endocardite infettiva era 1.7-2.7 per 1.000 anni nei pazienti senza precedente intervento, 20-30 volte il rischio nella popolazione generale.

13 pazienti avevano piccoli shunt senza intervento precedente. Non c'è stata mortalità in questi 13 casi.

In tutto 2 pazienti avevano subito riparazione dei difetti del setto ventricolare e anche sostituzione della valvola aortica prima dell'episodio di endocardite e un terzo paziente con difetti del setto ventricolare riparato aveva una valvola aortica bicuspide; tutti e tre questi pazienti hanno avuto necessità di un reintervento a causa di endocardite infettiva, e un paziente è morto.

Nessun paziente con difetto del setto ventricolare isolato e gestito ha avuto diagnosi di endocardite infettiva.

In conclusione, un piccolo difetto del setto ventricolare non-operato negli adulti comporta un sostanziale aumento del rischio di endocardite infettiva, ma è associato a un basso rischio di mortalità. ( Xagena2016 )

Berglund et al, Heart 2016; 102: 1835-1839

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