Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Aggiornamenti in aritmologia
Associazione Silvia Procopio

Presentazione clinica ed esito in una coorte di pazienti con miocardite acuta


Vi sono controversie sull'esito dei pazienti con miocardite acuta, e mancano dati sul modo in cui i pazienti ammessi con sospetta miocardite acuta sono gestiti.

Sono state riportate caratteristiche, gestione ospedaliera ed esiti a lungo termine dei pazienti con miocardite acuta in un Registro multicentrico retrospettivo di 19 ospedali italiani.

In totale 684 pazienti con sospetto di miocardite acuta e insorgenza recente di sintomi ( inferiore a 30 giorni ) sono stati sottoposti a screening tra il 2001 e il 2017.
Sono stati esclusi i pazienti di età superiore a 70 anni e quelli di età superiore a 50 anni senza angiografia coronarica.

La popolazione finale dello studio comprendeva 443 pazienti ( età media, 34 anni, 19.4% di sesso femminile ) con miocardite acuta diagnosticata mediante biopsia endomiocardica o aumento della troponina più edema e captazione tardiva del Gadolinio alla risonanza magnetica cardiaca.

Alla presentazione, 118 pazienti ( 26.6% ) avevano la frazione di eiezione ventricolare sinistra ( FEVS ) inferiore al 50%, aritmie ventricolari sostenute o sindrome da bassa gittata cardiaca, mentre 325 ( 73.4% ) non presentavano tali complicanze.

La biopsia endomiocardica è stata eseguita in 56 su 443 pazienti ( 12.6% ) e una risonanza magnetica cardiaca al basale è stata eseguita in 415 su 443 ( 93.7% ).

La mortalità cardiaca più i tassi di trapianto cardiaco a 1 e 5 anni sono stati, rispettivamente, del 3.0% e 4.1%.
La mortalità cardiaca più i tassi di trapianto cardiaco sono stati dell'11.3% e del 14.7% nei pazienti con presentazione complicata e 0% nei casi non-complicati (log-rank P minore di 0.0001 ).

Eventi cardiaci maggiori correlati alla miocardite acuta dopo la fase acuta ( morte post-dimissione e trapianto cardiaco, aritmie ventricolari sostenute trattate con elettrocuzione o ablazione, insufficienza cardiaca sintomatica con necessità di impianto del dispositivo ) si sono verificati nel 2.8% dei pazienti al follow-up a 5 anni, con un aumento dell’incidenza nei pazienti con forme complicate ( 10.8% versus 0% nella miocardite acuta non-complicata; log-rank P minore di 0.0001 ).

I bloccanti dei beta-adrenorecettori sono stati i farmaci più frequentemente utilizzati sia nelle forme complicate ( 61.9% ) che nelle forme non-complicate ( 53.8%; P=0.18 ).

Dopo un tempo medio di 196 giorni, 200 pazienti sono stati sottoposti a una risonanza magnetica cardiaca di follow-up e 8 su 55 ( 14.5% ) con complicanze alla presentazione avevano una frazione di eiezione ventricolare sinistra inferiore al 50% rispetto a 1 su 145 ( 0.7% ) tra quelli con presentazione non-complicata.

In conclusione, in questo studio gli eventi avversi gravi complessivi dopo miocardite acuta sono stati inferiori a quelli precedentemente riportati.
Tuttavia, i pazienti con frazione di eiezione ventricolare sinistra inferiore al 50%, aritmie ventricolari o sindrome da bassa gittata cardiaca alla presentazione presentavano un rischio maggiore rispetto ai casi non-complicati con prognosi benigna e basso rischio di successiva disfunzione sistolica ventricolare sinistra. ( Xagena2018 )

Ammirati E et al, Circulation 2018; 138: 1088-1099

Cardio2018



Indietro