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52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

L’inibizione di PDE5 migliora il rimodellamento e la performance cardiaca


La somministrazione continua, a lungo termine, degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 può rappresentare un trattamento sicuro ed efficace per la malattia cardiovascolare.

E’stata condotta una meta-analisi di studi randomizzati e controllati con placebo, che ha valutato l'impatto della fosfodiesterasi di tipo 5 ( PDE5 ) sulla morfologia e sulla funzione cardiaca.
Gli studi inseriti erano stati pubblicati nel periodo 2012-2013, ed avevano preso in esame la somministrazione continua, giornaliera o a giorni alterni, degli inibitori di PDE5.

Per molti anni, l'uso di inibitori selettivi di PDE5 è stato limitato alla somministrazione on-demand per la disfunzione erettile.
Questi farmaci hanno anche dimostrato di avere un potenziale effetto sulla emodinamica, le prestazioni del ventricolo destro e sulla ossigenazione nei pazienti con ipertensione arteriosa polmonare.

La nuova analisi ha incluso 1.622 pazienti in 24 studi clinici; questi pazienti sono stati assegnati in modo casuale a inibizione della PDE5 ( n=954 ) oppure a placebo ( n=772 ).
I pazienti hanno ricevuto Sildenafil in 18 studi ( n=694 ), Tadalafil in quattro studi ( n=54 ) e Vardenafil in due studi ( n=218 ).

I risultati della meta-analisi hanno dimostrato una riduzione dell'indice di massa ventricolare sinistra nei pazienti con ipertrofia ventricolare sinistra sottoposti in maniera continua a inibizione di PDE5 ( -12,21 g/m2; P inferiore a 0.001 ), ma non nella intera popolazione in cinque studi clinici.

L'inibizione sostenuta è stata anche associata a un aumento del volume telediastolico ( 5 ml/m2; p inferiore a 0.001 ) tra i pazienti senza ipertrofia ventricolare sinistra, ma nessun cambiamento significativo è stato osservato nella analisi principale compiuta su quattro studi clinici.

I ricercatori non hanno osservato differenze significative tra inibizione della PDE5 e placebo nel setto interventricolare o nel diametro trasversale del ventricolo in due studi con dati valutabili.

Dall’analisi di sette studi ( n=520 ), i pazienti che hanno ricevuto gli inibitori di PDE5 ( Sildenafil o Vardenafil ) hanno mostrato un aumento significativo dell'indice cardiaco ( 0.3 L/min/m2 ) rispetto al placebo.
Una analisi di sottogruppi ha mostrato che questi effetti erano presenti tra i pazienti senza ipertrofia ventricolare sinistra ( 0.354 L/min/m2 ) e in quelli con cardiopatia sinistra ( 0.298 L/min/m2 ) o cardiopatia destra ( 0.309 L/min/m2; P inferiore a 0.001 per tutti ).

I dati sulla frazione di eiezione erano disponibili in sei studi per 286 pazienti. In questa popolazione, i pazienti che hanno ricevuto Sildenafil hanno avuto un incremento del 3.56% della frazione di eiezione rispetto al placebo ( P inferiore a 0.001 ), con una maggiore incidenza osservata tra i pazienti con ipertrofia ventricolare sinistra ( 4.382%; P inferiore a 0.001 ).

Il valore di NT-proBNP ( frammento N-terminale del pro-peptide natriuretico di tipo B ) non è cambiato in modo significativo nell'analisi principale di 407 pazienti in sei studi.
Tuttavia, NT-proBNP è diminuito in modo significativo in una sottoanalisi di pazienti assegnati all’inibizione di PDE5 che presentavano una grave ipertrofia del ventricolo sinistro ( -486.7 pg/mL; P inferiore a 0.001 ).

La vasodilatazione flusso-mediata è aumentata in modo significativo dopo l'inibizione di PDE5 in quattro studi ( 3.31%; P=0.02 ).
Questa differenza era più pronunciata tra i pazienti che erano stati trattati con Tadalafil, ma non avevano una malattia cardiaca ( 3.95%; p = 0.004 ), e nei pazienti di età superiore ai 60 anni ( 3.56%; P = 0.03 ).

Gli eventi avversi più comunemente riportati sono stati: epistassi ( RR = 4.7 ), sintomi gastrici ( RR = 4.14 ), arrossamento / eruzione cutanea ( RR = 3.4 ) e cefalea ( RR=2.507 ).
L'incidenza di eventi avversi gravi, quali ipotensione sintomatica, non è risultato significativamente differente tra i pazienti assegnati a placebo o all'inibizione di PDE5.

Dall’analisi è emerso che in alcune coorti, la somministrazione continua a lungo termine di un inibitore di PDE5 è in grado di produrre miglioramenti clinicamente significativi nel rimodellamento cardiaco e nelle performance del cuore con un profilo di sicurezza e tollerabilità eccellenti, anche nei pazienti più anziani e in condizioni di utilizzo prolungato. ( Xagena2014 )

Fonte: BMC Medical, 2014

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