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Associazione Silvia Procopio

Esiti a 5 anni con intervento coronarico percutaneo guidato da riserva di flusso frazionale


Si è ipotizzato che l'intervento coronarico percutaneo ( PCI ) guidato da riserva di flusso frazionario ( FFR ) sia superiore alla terapia medica come trattamento iniziale nei pazienti con malattia coronarica stabile.

Tra 1.220 pazienti con stenosi angiograficamente significative, quelli in cui almeno una stenosi era emodinamicamente significativa ( FFR inferiore o uguale a 0.80 ) sono stati assegnati in modo casuale alla terapia medica con procedura PCI guidata da FFR più terapia medica oppure solo terapia medica.

I pazienti in cui tutte le stenosi avevano una riserva di flusso frazionario superiore a 0.80 hanno ricevuto terapia medica e sono stati inseriti in un Registro.

L'endpoint primario era un composito di morte, infarto miocardico o rivascolarizzazione urgente.

In totale 888 pazienti sono stati sottoposti a randomizzazione ( 447 pazienti nel gruppo PCI e 441 nel gruppo terapia medica ).

A 5 anni, il tasso dell'endpoint primario era inferiore nel gruppo PCI rispetto al gruppo terapia medica ( 13.9% vs 27.0%, hazard ratio, HR=0.46; P minore di 0.001 ).

La differenza è stata determinata da rivascolarizzazioni urgenti, che si sono verificate nel 6.3% dei pazienti nel gruppo PCI rispetto al 21.1% di quelli nel gruppo terapia medica ( HR=0.27 ).

Non ci sono state differenze significative tra il gruppo PCI e il gruppo terapia medica nei tassi di morte ( 51% e 5.2%, rispettivamente, HR=0.98 ) o infarto miocardico ( 8.1% e 12.0%, HR=0.66 ).

Non c'è stata alcuna differenza significativa nella frequenza dell'endpoint primario tra il gruppo PCI e la coorte inserita nel Registro ( 13.9% e 15.7%, rispettivamente, HR=0.88 ).

Il sollievo dall'angina è stato più marcato dopo PCI che dopo la terapia medica.

In conclusione, nei pazienti con malattia coronarica stabile, una strategia con PCI iniziale guidato da riserva di flusso frazionario è stata associata a una percentuale significativamente inferiore dell’endpoint composito primario di morte, infarto miocardico o rivascolarizzazione urgente a 5 anni rispetto alla sola terapia medica.
I pazienti senza stenosi emodinamicamente significative hanno presentato un esito favorevole a lungo termine con la sola terapia medica.( Xagena2018 )

Xaplanteris P et al, N Engl J Med 2018; 379: 250-259

Cardio2018



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